Portafogli

È possibile dare nuova vita a portafogli bilanciati

(Foto: 123RF)

GESTIONE DEL PORTAFOGLIO 4.0. Il portafoglio bilanciato composto dal 60% di azioni e dal 40% di obbligazioni è una strategia vincente per gli investitori da oltre 30 anni. Questo portafoglio cosiddetto “60/40” è diventato nel tempo un punto di riferimento e una strategia di asset allocation dominante per investitori privati ​​e istituzionali.

Dal 1988 al 2021, un investitore in possesso di un portafoglio bilanciato di azioni statunitensi e reddito fisso avrebbe guadagnato un impressionante rendimento medio annuo del 9,2%, con una volatilità significativamente inferiore rispetto ai benchmark azionari con soli sei anni negativi.

Anche in Canada, il portafoglio dell’indice Vanguard Balanced ha chiuso il 2020 con un rendimento positivo del 10,27%, quasi il doppio dell’indice S&P/TSX, riducendo di oltre la metà le perdite dovute al COVID-19 dal 19 febbraio al 23 marzo. Il rendimento del 2021, invece, è stato del 10,21%, mentre l’S&P/TSX è salito del 22%. Possiamo immaginare che la straordinaria performance del 2020 si ripeterà nei prossimi anni? Sfortunatamente, il mondo è cambiato molto da allora. In effetti, i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni nel 1988 offrivano un rendimento dell’8,9% mentre l’S&P 500 veniva scambiato a 14 volte gli utili. Nel 2021 la situazione si capovolge: i tassi a 10 anni sono scesi all’1,4% e il mercato azionario ha avuto uno dei suoi anni migliori per raggiungere 29,5 volte gli utili.

Per quanto riguarda il livello delle azioni, la sfida principale per quanto riguarda il futuro del portafoglio bilanciato risiede soprattutto dal lato delle obbligazioni, titoli a reddito fisso che devono fare i conti con tre grandi problemi, ovvero un calo del rendimento potenziale in un contesto di interesse crescente tasso, una maggiore volatilità dell’asset class e un minore effetto di diversificazione con il mercato azionario.

L’inizio del 2022 è significativo: l’indice FTSE Canada Universe Bond è sceso dell’8,9% al 25 marzo, in ritardo rispetto all’S&P 500 e all’S&P/TSX, con rendimenti rispettivamente del -5,2% e del 4,3%. Un portafoglio 60/40 ha quindi performato meno bene dall’inizio dell’anno rispetto a un portafoglio interamente investito in azioni, mentre normalmente avrebbe dovuto brillare in un contesto di incertezza geopolitica e rallentamento economico.

Peggio ancora, gli strateghi di BlackRock, JP Morgan, Morningstar, Research Affiliates e Vanguard spaziano da proiezioni di rendimento bilanciato del portafoglio per i prossimi 7-10 anni che vanno da un rendimento annuo medio stimato del 4,7% al più ottimista 1,6% per i più pessimisti. Lontano dal taglio alle labbra.

Quali possibili soluzioni?

Gli investitori non cercano necessariamente di detenere obbligazioni, ma piuttosto attività che non sono correlate alle azioni al fine di ridurre la volatilità complessiva del loro portafoglio.

L’idea di integrare diverse asset class non è nuova. Diversi investitori molto facoltosi o istituzionali vi hanno investito per molti anni. Questi investimenti alternativi sono anche responsabili di buona parte delle ottime performance dei maggiori fondi pensione canadesi, come la Caisse de depot et placement du Québec. Questo tipo di investimento sta diventando sempre più accessibile al grande pubblico, tra l’altro attraverso società di gestione di portafogli indipendenti.

Il protettore permanente di Elan

Ad esempio, una di queste soluzioni promettenti è Permanent Protective Momentum, che si ispira in particolare a un documento intitolato “Protective Asset Allocation”, di Keller & Keunig (2016).

Questa soluzione combina dodici classi di attività tra cui azioni globali di tutte le capitalizzazioni (S&P 500, NASDAQ, Russell 2000, ecc.), obbligazioni governative e aziendali, risorse naturali, oro e immobili. La strategia analizza lo slancio e le correlazioni negli ultimi dodici mesi per selezionare le sei classi di attività con le migliori performance. Se più di sei classi di attività su dodici hanno uno slancio negativo, il portafoglio verrà liquidato e conterrà solo liquidità.

Quali sono i risultati? Un rendimento medio annualizzato del 7,7% per 15 anni, esattamente quello del portafoglio di indici bilanciati Vanguard (versione USA). Al momento in cui scrivo, questo portafoglio è composto per il 25% da azioni statunitensi, per il 25% da oro e per il 50% da buoni del Tesoro a breve termine, il che gli ha permesso di preservare il capitale ed evitare gran parte del caos causato dagli aumenti dei tassi di interesse.

Sebbene il futuro sia cupo per il portafoglio bilanciato classico, è possibile dargli nuova vita aggiungendo classi di attività non correlate e un’intelligente strategia di momentum.

ESPERTO INVITATO
Riccardo Langevin,
Vice Presidente e Portfolio Manager, Nymbus Capital


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