Orologi

una gioielleria rapinata non lontano dagli Champs-Élysées, due adolescenti incriminati

I teppisti, minorenni, avevano minacciato la commessa con un coltello da 30 centimetri.

Inizialmente si sono presentati come potenziali acquirenti di orologi di lusso. E non erano timidi: dall’alto dei loro 14 anni, quando entrarono in una sfarzosa gioielleria-orologeria nell’8° arrondissement di Parigi, assumevano sembianze da dandy. Per poi disegnare una lama di coltello di 30 centimetri e prendere diversi Rolex.

Questi due minori sono stati incriminati il ​​30 marzo, uno per “furto con arma”, e l’altro per “furto con arma e violenza intenzionale”, denunciato al Figaro una fonte giudiziaria vicina al caso. In accordo con le richieste dell’accusa, l’autore della violenza è stato posto in custodia cautelare, mentre il primo è stato posto sotto controllo giudiziario.

Aumento delle rapine violente

Non tutto era andato come previsto: la commessa non lo aveva lasciato andare. Poi i due adolescenti l’hanno afferrata. Uno di loro aveva approfittato della lotta per intascare otto orologi del marchio “Rolex”. Arpionato da uno solo dei due malviventi, il negoziante era comunque riuscito a premere il pulsante che doveva chiudere la serratura di sicurezza. Il più giovane dei due studenti del college rimarrà bloccato lì, e la polizia è dovuta solo venire a prenderlo quando sono arrivati.

Nell’ambito di questo attacco, il 25 marzo è stata aperta un’indagine giudiziaria. Il minore che era riuscito a fuggire è stato subito individuato dagli inquirenti. Avendo i due delinquenti lavorato a viso scoperto, la commessa, dal canto suo, non aveva avuto problemi a confermare che si trattava effettivamente del suo aggressore.

L’anno scorso, a Parigi, erano state registrate un centinaio di denunce per furti di orologi di lusso il cui valore era superiore a 5000 euro, assicura il Figaro una fonte della polizia, lamentando un “nuova forma di criminalità“. Perché mentre il furto di orologi è sempre esistito, il modus operandi si è evoluto: “siamo passati dal cosiddetto ‘borsaggio’, dove distogli lo sguardo per derubarti con agilità, ai furti commessi con violenza nei capannoni, nei parcheggi, dove i rapinatori ti circondano e ti fanno perdere conoscenza per derubarti“, specifica questa stessa fonte.

Tecniche violente controcorrente di quelle usate negli anni 2010: “i processi utilizzati furono soprannominati “stile algerino”. Spettava ai giovani tra i 20 ei 25 anni commettere furti con grande agilità e destrezza“. Oggi è cambiato anche il profilo dei ladri:nel 45%“dei casi, i banditi sarebbero minorenni,”facilmente rilasciato in seguito“, Stima questa fonte.

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