Portafogli

L’Eldorado della finanza responsabile

I fondi volti a promuovere la finanza responsabile sono popolari. La combinazione di performance finanziaria e considerazione delle questioni relative allo sviluppo sostenibile ha tutte le carte in regola per attrarre i risparmiatori che sono sempre più preoccupati per l’impatto dei loro investimenti. Tuttavia, la mancanza di trasparenza di alcuni fondi presumibilmente sostenibili può fuorviare i risparmiatori.
L’accordo di Parigi sul clima del 2015 ha dato una nuova dimensione alla finanza sostenibile. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra nei prossimi decenni per raggiungere la carbon neutrality entro il 2050 richiedono infatti investimenti colossali per finanziare la transizione energetica.

Una manna per la finanza verde che negli ultimi anni ha attratto centinaia di miliardi di euro di capitali. Secondo gli ultimi dati AFG, il patrimonio di finanza responsabile ammontava a 1.587 miliardi di euro a fine 2020. La considerazione dei criteri ESG (Environmental, Social e Governance) extra-finanziari nei portafogli costituzionali tende a generalizzarsi. Se questa tendenza risponde ad una volontà politica di finanziamento green o quantomeno ad indirizzarla verso settori e imprese virtuose, risponde anche all’esigenza dei risparmiatori di dare senso ai propri investimenti. La pandemia ha persino accelerato questo desiderio di essere utili alla società. Un’indagine Ifop[1] per il Responsible Investment Forum (FIR) svolto nel 2021 ha suggerito che il 59% dei risparmiatori ha dato un posto importante agli impatti ambientali e sociali nelle proprie scelte di investimento.

Regolamenti europei

La democratizzazione della cosiddetta finanza responsabile ha portato alla commercializzazione di un gran numero di fondi con ambizioni sostenibili. La mancanza di trasparenza sulla composizione dei portafogli e sui loro obiettivi di sviluppo sostenibile ha alimentato anche le critiche al “greenwashing”. Le autorità di regolamentazione si sono rese conto che i flussi finanziari non partecipano sistematicamente al finanziamento della transizione ecologica. Allo stesso modo, la metodologia di selezione dei titoli a volte mancava di rigore. In questo contesto, è diventato urgente ricreare la fiducia tra i risparmiatori e reindirizzare i capitali verso il finanziamento reale delle imprese che partecipano all’emergere di un’economia più sostenibile.
Per combattere il greenwashing, l’Unione Europea ha legiferato classificando i prodotti di investimento per misurare il grado in cui vengono presi in considerazione i criteri ESG. Il regolamento “Disclosure” applicato dal 10 marzo 2021 nei paesi membri dell’Unione Europea definisce 3 famiglie di prodotti conosciute con le denominazioni dell’articolo 6, dell’articolo 8 e dell’articolo 9.
Gli articoli 6 riguardano tutti gli OICVM che, nella costruzione del proprio portafoglio, non tengono conto di criteri non finanziari. Al contrario, gli articoli 8 e 9 integrano i criteri ESG nella loro metodologia di investimento. Ma a differenza dei fondi di cui all’articolo 8, l’articolo 9 OICVM va oltre perseguendo uno specifico obiettivo extrafinanziario, ad esempio la lotta ai cambiamenti climatici o la conservazione dell’acqua. I gestori selezionano le aziende più impegnate su questo tema implementando pratiche virtuose nella conduzione del proprio business o aziende innovative che sviluppano soluzioni sostenibili.

Maggiore trasparenza

Le buone intenzioni non sono sufficienti per garantire la fiducia. Il regolatore europeo richiede ai gestori di comunicare attraverso la loro rendicontazione sulle azioni attuate nei fondi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
La documentazione dovrebbe dettagliare le loro decisioni di investimento e i relativi rischi per la sostenibilità con possibili implicazioni negative per i loro fondi. Hanno l’obbligo di elencarli ma anche di misurarli. Gli obblighi di comunicazione ma anche di ricerca sul processo di selezione dei titoli comportano costi di gestione più elevati ma che tendono a ridursi con la generalizzazione di questo approccio sostenibile alla finanza.

[1] Sondaggio condotto da Ifop per il Responsible Investment Forum – https://www.frenchsif.org/isr-esg/wp-content/uploads/210927_CP_Resultats_Sondage_FinanceResponsable_FIR-Ifop.pdf

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