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La campagna entra in modalità cocktail esplosivo

Il disturbo di McKinsey

Per quanto riguarda il presidente Macron, la questione sembrava risolta fino allo scoppio dello scandalo McKinsey, dal nome della società di consulenza americana a cui lo stato francese chiamò per sostenerlo in varie riforme, anche quando doveva tagliare la spesa pubblica. Appuntato in una denuncia del Senato “un impasto pazzesco”speso per queste consulenze (non solo McKinsey), il governo francese è stato lento a rispondere, rimanendo invischiato in una conferenza stampa poco convincente tenutasi questa settimana. Risultato, Emmanuel Macron viene interrogato quotidianamente sull’argomento, avvelenando una campagna che fino ad ora faceva le fusa.

«Questa faccenda è comunque molto fastidiosa, perché alla fine sono soldi pubblici che vengono spesi male per competenze che spesso si trovano altrove. Questo segna la mancanza di fiducia nei funzionari pubblici; come se fosse necessario delegare all’esterno ciò che deve essere fatto dentro”osserva Virginie Martin, politologa e ricercatrice francese, la quale rileva però che il ruolo delle società di consulenza all’interno delle autorità pubbliche non è una novità.“Ne sentiamo parlare da due anni, potrebbe essere un po’ tardi”rimarca, sottolineando il contrasto con la dinamica di cui gode Marine Le Pen, che ha concentrato tutta la sua campagna sul potere d’acquisto.

Strategia a lungo termine

“Quello che possiamo dire è che Marine Le Pen ha fatto per anni e anni una scommessa sociale, che ha sconvolto il padre, peraltro, che parlava di un magistrale errore strategico, ma credo che avesse ragione su due punti: la svolta sociale e la cambio di nome (NdR: in precedenza, Front National), continua Virginie Martin. Specialmente da quando“Zemmour ha avuto un effetto molto positivo per Le Pen, perché disintossica il suo discorso”anche se“nello stesso tempo queste sono voci che gli sfuggono.”Problema:“Al secondo turno può riportare voti a suo favore…”

Tuttavia, come per Eric Zemmour, la campagna del candidato di estrema destra è sembrata per un certo periodo compromessa a causa delle sue conoscenze con Vladimir Putin e del suo comprovato autoritarismo. Una polemica che alla fine non l’ha toccata così tanto. “La guerra in Russia ha favorito Macron, che è apparso come un signore della guerra, ma allo stesso tempo l’inflazione è in aumento e questo crea timori economici, non si può più rifornire di benzina l’auto“, abbonda Virginie Martin, che lo aggiunge“Il raduno nazionale è penetrato enormemente nel voto dei lavoratori, almeno il 30 per cento del potenziale elettorato di Marine Le Pen. È assolutamente enorme. È anche il partito di punta tra i disoccupati, e talvolta tra i giovani”.

Contesto economico degradato

Il contraccolpo potrebbe essere salato per il presidente, che ha anticipato l’aumento dei prezzi dei carburanti attuando uno sconto da 15 a 18 centesimi per litro di carburante dal 1 aprile e adottando una serie di misure volte ad alleggerire i portafogli dei francesi, duramente colpito dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Ma potrebbe non bastare per convincere.“Il governo ci prende in giro abbassando il prezzo di 15 centesimi”aveva anche lanciato il candidato RN in occasione dell’annuncio dei provvedimenti del governo all’inizio di marzo; pochi giorni dopo, una serie di azioni da parte di pescatori, tassisti, o anche camionisti, che dipendono direttamente dai prezzi alla pompa, hanno fatto temere un blocco totale del Paese. Alla fine non ne è venuto fuori nulla (i prezzi sono scesi un po’, una prima da inizio anno), ma per Macron la strada per la rielezione resterà lunga, a una ventina di giorni dalla fine del secondo turno.

Per quanto riguarda il primo turno, questo non è stato ancora giocato, ma non ci sarebbero davvero sorprese da aspettarsi secondo Virginie Martin: “Alcune persone fantasticano su un secondo round di Mélenchon-Le Pen. Ebbene, Macron è ancora molto alto, e poi c’è la voglia di giocare stabilità: è ora di andare a ribaltare il tavolo? Sto facendo molte interviste in questo momento, persone che fino a qualche mese fa pensavano ancora di votare Mélenchon o Zemmour oggi voteranno Macron…”

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