Orologi

Orologeria: queste le novità che segneranno il 2022

A che aspetto ha l’orologio dei tempi moderni? Per disegnare i contorni, Punto è andato alla prima edizione fisica di Watches & Wonders, a Ginevra. Questa grande messa organizzata dalla Fondation de la haute horlogerie (FHH) è per il settore ciò che la Fashion Week è per la moda: una vetrina prestigiosa. Certamente spesso scollegato dalle borse e dalle preoccupazioni dei comuni mortali, ma dedito a mettere in luce il genio della mano dell’uomo.

Nata dalle ceneri di Baselworld e del SIHH, le fiere in competizione hanno deciso di unire le forze, la fiera riunisce sotto lo stesso tetto 40 tra i più grandi nomi del settore, con la notevole eccezione dei marchi dello Swatch Group. Considerati costosi e incompatibili con le preoccupazioni ambientali dell’epoca, questi grandi eventi erano minacciati di estinzione. Due anni di pandemia avranno smentito gli spiriti del dolore. L’evento ha comunque cambiato vocazione. Non si tratta più di riempire ordini di acquisto con rivenditori di tutto il mondo. Watches & Wonders vuole essere una dimostrazione di know-how e conoscenza, ciascuno utilizzando il proprio stand e le proprie novità per promuovere il proprio universo e l’orologeria svizzera in modo più ampio.

Una sana emulazione, perché se il settore mostra una salute ferrea – i dati sull’export del settore hanno, secondo la banca d’affari Morgan Stanley, registrato un record storico nel 2021 (22,3 miliardi di CHF) – questa performance dipende fortemente dal successo di Rolex. Quest’ultimo detiene la stessa quota di mercato dei successivi cinque concorrenti sommati (Cartier, Omega, Audemars Piguet, Longines e Patek Philippe). Ancora più impressionante, il suo fatturato supera di un miliardo di euro quello dello Swatch Group, che tuttavia deriva da diciassette marchi. Una polarizzazione senza precedenti nel settore del lusso. Ma “gli svizzeri” sono destinati a formare un fronte unito per resistere alla concorrenza degli orologi connessi, le cui vendite superano ormai tutta la produzione svizzera, facendo di Apple il principale produttore di orologi. Questi sono tutti buoni motivi per sfoggiare la loro arte. Prima antologia, posta sotto il segno delle alte acrobazie aeree!

Una messa misteriosa per Cartier

In omaggio ai misteriosi orologi di cui ha il segreto sin dal 1912, Cartier svela una delle creazioni più singolari della mostra: un orologio rotondo dotato di un calibro mobile condensato a semicerchio, trasformato in una massa oscillante scheletrica . Frutto di otto anni di sviluppo e oggetto di brevetto, il movimento miniaturizzato sembra fluttuare nello spazio della cassa. Un’apparente semplicità che non tradisce in alcun modo l’estrema raffinatezza dell’insieme. Questo pezzo è anche il più complesso dal punto di vista tecnico mai sviluppato dagli orologiai della Manifattura. In pratica tutti i componenti ricevono l’energia del movimento, la trasmissione e la regolazione sono integrate nel rotore. Quest’ultimo è esso stesso scheletrato per rendere visibile questo spettacolo animato. Al centro, un sofisticato sistema differenziale mutuato dall’industria automobilistica è stato integrato nel movimento per evitare che l’indicazione dell’ora venga trascinata dalla massa. Un’impresa tecnica che prende vita al minimo gesto di chi la indossa e mostra il passare delle ore al ritmo delle lancette riposte nel vuoto. Come sempre con Cartier, tutto, tecnologia compresa, è messo al servizio del design e dell’estetica.

Cartier Messa misteriosa, edizione limitata di 30 pezzi.

Un primo tourbillon volante per Chanel

Non è in senso stretto una complicazione, “un dispositivo”, dicono i puristi, immaginata da Abraham-Louis Breguet nel 1801 per contrastare gli effetti negativi dell’attrazione terrestre sul funzionamento degli orologi, ma la sua tecnicità e il suo fascino ipnotico ne fanno un assoluto santo graal per tutti i “grandi produttori”. Chanel offre quest’anno una visione unica con il J12 Tourbillon Diamant. Disegnato a Parigi da Arnaud Chastaingt, direttore dello Studio de création horlogerie, poi sviluppato e assemblato presso la fabbrica Chanel di La Chaux-de-Fonds in Svizzera, il Calibro 5 è il primo movimento tourbillon volante della casa (cioè di che quando la gabbia è tenuto da un unico asse). Bello sia capovolto che capovolto, il suo meccanismo a vista è ornato da una testa di leone, la firma dei raffinati movimenti di orologeria della maison, e un diamante solitario posto, sull’altro lato, al centro della gabbia del tourbillon volante. Accattivante.

Chanel J12 Tourbillon Diamant, edizione limitata di 55 pezzi.

Una bestia da competizione a Chopard

La maison celebra quest’anno il 25° anniversario della sua collezione di alta orologeria LUC e pone questo giubileo all’insegna della dimostrazione del saper fare, combinando la regina delle complicazioni, la ripetizione minuti, con un tourbillon, il tutto racchiuso in un ambiente etico cassa in oro rosa. Questo pezzo da 42,5 mm è dotato del nuovo movimento LUC 08.02-L, certificato come cronometro dal COSC. Il livello estremamente curato delle sue finiture, sia sul movimento (6 brevetti depositati e un altro in attesa, proprio questo!) che sulla cassa, gli è valso anche il Punzone di Ginevra.

Per una volta nella storia dei Full Strikes, il quadrante in oro rosa guilloché a mano e tinto di grigio rutenio è quasi completamente chiuso. Si apre solo per rivelare le due complicazioni che compongono la raffinatezza di questa edizione limitata di 20 pezzi. Infine, la Manifattura si è affidata ai virtuosi fratelli Capuçon per perfezionare la ricchezza acustica di questo segnatempo la cui ripetizione minuti è eseguita, per la prima volta, da suggestivi gong in vetro zaffiro. Cosa ottenere un suono cristallino nel vero senso della parola… Chi lo dice meglio?

Chopard LUC Full Strike Tourbillon, edizione limitata di 20 pezzi.

Un outfit di gala per la Polo S di Piaget

Quest’anno, la novità più eclatante di Piaget non è nella vetrina, ma nell’organigramma. In cima. La manifattura rinomata per i suoi modelli extrasottili ha da qualche mese un nuovo maestro dell’orologeria, nella persona di Benjamin Comar. Conoscenza del settore avendo lavorato in particolare presso Repossi e Chanel. Anche se è un po’ presto per dedurre dai pezzi presentati – principalmente versioni di collezioni esistenti (Gala e Piaget) – indizi sulla strategia che intende adottare per restituire l’immagine di quella che era LA casa prediletta della jet-society nel 1960, è chiaro che capitalizza il duplice know-how dei laboratori di orologeria-gioielleria. Ne è un esempio questa Polo completamente pavimentata con la tecnica dell’innevamento, che gioca la carta di mescolare i generi offrendo un outfit di gala alla sua sportiva. Le proporzioni rivisitate gli consentono anche di liberarsi dai generi per abbinare il femminile oltre al maschile. Molto 2022.

Piaget, Skeleton Polo.

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