Portafogli

Obbligazioni: ha ancora senso tenerle?

È un momento negativo per le obbligazioni, che stanno attraversando uno dei periodi peggiori della loro storia a causa dell’inflazione e dei rialzi dei tassi della banca centrale.

Nell’immagine sottostante, il calo da inizio anno è del 3,76%, il peggiore dal 1990.

Fonte Bloomberg

Fonte Bloomberg

Anche in termini reali, se si considera che l’inflazione è ora mediamente superiore al 5% in Europa e negli Stati Uniti, se il rendimento (nominale) di un prestito obbligazionario a 10 anni è intorno al 2-2,5% (penso a quello per l’Europa o i tassi a ), chiaramente non possiamo considerare le obbligazioni come una fonte di rendimento per i nostri portafogli.

Fonte: Investing.com

Vediamo infatti come, nella figura sopra, l’inflazione (europea) raggiunga il 5,8%, mentre i rendimenti italiani a 10 anni restituiscono il 2,107% lordo annuo.

Fonte: Investing.com

Tuttavia, penso che le obbligazioni di portafoglio non dovrebbero essere completamente evitate, ad esempio ne ho ancora il 20-25% nel mio portafoglio.

Fonte IFAD WS

Quello che vedete nell’immagine sopra è la performance del mio portafoglio obbligazionario. Quello che mi interessa di più è il drawdown in questo periodo.

Infatti possiamo vedere che da inizio anno il calo maggiore (dato tutto quello che sappiamo sui mercati) è stato del 3,43% che ha sicuramente bilanciato quello che avrebbe potuto essere il Drawdown dell’asset class azionaria (che, ricordiamolo, nel periodo peggiore ha subito Prelievi del 7-10% a seconda della zona).

In effetti, penso che questa sia la chiave per comprendere le obbligazioni di portafoglio. Non per cercare il rendimento, ma per limitare il ribasso (con una buona diversificazione) quando le cose vanno male. Per fare ciò, però, anche all’interno della stessa asset class obbligazionaria, sono necessari due accorgimenti:

  1. Diversificazione per emittenti, valute, stili (indicizzati all’inflazione, step up, green ecc…)
  2. Durata inferiore a 7 anni (il “rischio” lato obbligazionario)
  3. Diversificazione per prodotti (obbligazioni semplici, ETF).

Con questi due accorgimenti credo sia possibile mantenere le obbligazioni in portafoglio, a patto di non avere pesi eccessivi (che sarebbero inutili) ma di poterne utilizzare tra il 20 e il 40% a seconda dei profili di rischio.

Fino alla prossima volta !

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“Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo; non costituisce una sollecitazione, un’offerta, un consiglio o una raccomandazione di investimento e, come tale, non intende incoraggiare in alcun modo l’acquisto di beni. Vorrei ricordarvi che qualsiasi tipo di bene, valutato da più punti di vista, è molto rischioso e quindi qualsiasi decisione di investimento e il rischio ad essa connesso sono a carico dell’investitore.

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