Vestiti

Le sarte di Paraisópolis lanciano una collezione di abbigliamento eco-responsabile

Paraisópolis, la seconda favela più grande di San Paolo, ha ospitato la sfilata di moda del progetto “Sewing of Dreams Brazil” – “Costurando Sonhos Brasil” in portoghese -, a fine novembre 2021, presso la sede dell’associazione G10 Favelas. In partnership con due aziende private, hanno lanciato la collezione “Energy”, il cui obiettivo è l’economia circolare e la produzione di abbigliamento eco-responsabile.

L’iniziativa nasce dal concetto di upcycling, che prevede il riutilizzo di tessuti e prodotti che altrimenti verrebbero scartati per realizzare pezzi nuovi e di alta qualità. Gli abiti e gli accessori di questa collezione sono stati realizzati con le divise della concessionaria di energia elettrica Enel e della compagnia aerea Azul. Sono stati invitati cinque designer che lavorano su una moda più sostenibile. Stephany Ramos, Sara Lu Thompson, Ana Rita Colorida, Cida Félix e Júlio Cesarini hanno creato una linea di abbigliamento con 22 originali creazioni.

Le sarte lavorano per la nuova collezione di abbigliamento
Le sarte lavorano per la nuova collezione di abbigliamento a Paraisópolis

paraisopolis, un progetto di imprenditorialità a impatto sociale nelle favelas

Al suono della batucada, le modelle della comunità hanno sfilato sotto l’hangar dell’associazione G10 Favelas – movimento che incoraggia l’imprenditorialità a impatto sociale nelle favelas – in un’atmosfera carnevalesca. Gli abiti seguono una palette di colori sobria con una predominanza del blu e del grigio, che si ritrova nelle canotte, nei pantaloni, nelle gonne e nei blazer. La linea di accessori comprende otto pezzi, tra borse colorate, custodie per laptop e zaini.

Per Sueli Feio, uno dei fondatori del progetto “Sewing Dreams Brazil”,

questa azione è importante e genera reddito per molte donne a Paraisópolis e in altre comunità brasiliane.

Creata nel 2017, l’idea è quella di fornire mezzi di sostegno, attraverso l’educazione, alle donne in situazioni di estrema vulnerabilità sociale. Dall’inizio del progetto di imprenditorialità, più di 240 donne hanno ricevuto una formazione di cucito certificata dal SENAI – Servizio Nazionale Apprendistato Industriale – che, oltre a promuovere la formazione, dispone di locali attrezzati affinché possano produrre abiti e accessori.

Per le aziende partner, come Enel, il secondo distributore di energia del Paese (10% di tutta l’energia distribuita in Brasile), la sua strategia punta sulle prerogative dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per lo sviluppo sostenibile.

“Occorre promuovere iniziative di economia circolare per un consumo più responsabile. Con collezioni come questa, che mirano a riutilizzare i beni di consumo, è possibile contribuire alla tutela dell’ambiente riducendo, ad esempio, il consumo di acqua che sarebbe necessaria per fabbricare nuovi pezzi”commenta Silmara Santos, coordinatore del progetto Enel Distribuição São Paulo.

Un manichino vestito della nuova collezione a Paraisópolis
Una modella posa nella favela di Paraisópolis / Vincent Bosson

L’impatto dell’industria tessile sull’ambiente

Uno studio del Boston Consulting Group, intitolato “Pulse of the Fashion Industry”, mostra che entro il 2030 l’industria globale dell’abbigliamento sarà cresciuta dell’81% a oltre 100 milioni di tonnellate di abbigliamento e accessori, esercitando una notevole pressione sulle risorse del pianeta. Inoltre, secondo gli specialisti del settore, l’inquinamento legato all’industria tessile comprende diversi tipi di degrado. Nonostante sia il quinto maggiore emettitore di gas serra, l’attività industriale è al secondo posto in termini di uso del suolo e al terzo posto nella classifica mondiale in termini di consumo di acqua e materiali.

Segno dei tempi, per la stagione primavera-estate 2021, le grandi case di moda hanno iniziato a riciclare, come Balenciaga che ha creato un toupet di pelliccia con lacci o Marni con i suoi cappotti patchwork realizzati con abiti usati. Anche designer e brand brasiliani stanno seguendo la tendenza, come l’attivista e designer carioca Mirella Rodrigues, che ha creato il suo marchio di abbigliamento eco-responsabile Think Blue.

Un manichino vestito della nuova collezione a Paraisópolis
Una modella posa con abiti della nuova collezione a Paraisópolis / Vincent Bosson

Le figure chiave del tessile in Brasile

Nel panorama economico del settore tessile, il Brasile rappresenta il 2,4% della produzione tessile mondiale e il 2,6% della produzione mondiale di abbigliamento, secondo ABIT – Associazione brasiliana dell’industria tessile e dell’abbigliamento). I dati per il 2019 indicano che il fatturato della catena tessile e dell’abbigliamento è stato di 185,7 miliardi di R$ (rispetto ai 177 miliardi di R$ nel 2018). Il settore è il secondo datore di lavoro nell’industria manifatturiera.

Il Brasile è unico in quanto è l’unico Paese in Occidente ad avere una filiera completa nel settore tessile, dalle piantagioni, alle sfilate, passando per gli stabilimenti di lavorazione e tessitura, i produttori di abbigliamento e la grande distribuzione.

Infine, come afferma Gilson Rodrigues, Presidente delle Favelas del G10: “Sewing Dreams Brazil contribuisce a costruire un Brasile migliore, dando energia alle donne affinché possano trasformarsi e cucire i loro sogni”.

Quindi vestirsi in modo chic ed elegante negli anni a venire significherebbe creare nuovi legami con l’ambiente prendendosi cura delle persone?

Un manichino vestito della nuova collezione a Paraisópolis
Foto: Vincent Bosson

Un manichino vestito della nuova collezione a Paraisópolis
Foto: Vincent Bosson

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