Concezione

L’Immacolata, ricordando che Maria è con noi – Portale cattolico svizzero

L’8 dicembre la Chiesa cattolica celebra l’Immacolata Concezione di Maria. Un dogma apparso in particolari circostanze storiche. Una solennità che può ricordare anche ai cristiani, in questo periodo travagliato, che la Madonna è sempre al fianco dell’umanità nei momenti più bui.

Di Raphaël Zbinden e Bernard Litzler (articolo originariamente pubblicato il 7 dicembre 2020)

“Nel caso che ci riguarda con questa epidemia che si insinua nelle nostre case e in ogni parte del mondo, è a Lei (la Vergine) che dobbiamo rivolgerci”, ha ricordato Jean Scarcella, Abate di St-Maurice (VS), in un messaggio pubblicato su Internet nel marzo 2020. Un messaggio ancora rilevante per questa Immacolata Concezione 2021, poiché il virus continua a diffondersi in Svizzera e nel mondo.

Tradizionalmente, Maria è invocata durante i periodi bui dell’umanità per le sue virtù di madre protettiva. “La Vergine Maria ha partorito Gesù, suo Figlio e Figlio di Dio, lo ha educato, insegnato a crescere, vegliato su di lui, insomma era sua madre, scrive Jean Scarcella. […] Da allora si prende cura di noi, ci educa, ci accompagna nei nostri percorsi di vita, ci sostiene, vuole il nostro bene come ogni madre per il suo bambino”.

Un dogma nato dal dolore

Le qualità eccezionali della Madre di Cristo sono particolarmente onorate nell’anno liturgico, l’8 dicembre, in occasione dell’Immacolata.

Questo dogma, oggi ampiamente accettato, è stato accolto solo dopo molte discussioni teologiche, a volte virulente, all’interno della Chiesa. La violenza dei dibattiti è illustrata da un evento particolare: il 3 gennaio 1857 l’arcivescovo di Parigi, mons. Marie-Dominique Sibour, fu pugnalato a morte nella chiesa di St-Etienne-du-Mont, nella capitale francese. Il suo aggressore, Jean-Louis Verger, è un ex prete squilibrato che lo ha accusato di gridare “Abbasso le dee!”. Un modo sanguinario per manifestare la sua opposizione al dogma dell’Immacolata.

All’epoca della tragedia, il dogma mariano era stato proclamato tre anni fa da Pio IX. Non è stato fino alla metà del 19° secolo che questa nozione teologica è stata ufficialmente adottata dalla Chiesa cattolica. Il papa aveva così risolto un dibattito che si trascinava da secoli: Maria era esente dal peccato originale? I Papi e il Concilio di Trento avevano chiesto di lasciare da parte questa questione. Ma la devozione all’Immacolata della Vergine continuò a crescere.

“Maculisti” contro “immacolisti”

La proclamazione del dogma costituì un culmine dottrinale. Dall’VIII secolo la festa della Concezione della Vergine fu celebrata in Oriente, diffondendosi progressivamente in Europa. Ma il dibattito tra teologi era vivace. In Europa si oppose ai sostenitori del dogma dell’Immacolata (gli “immacolisti”) e ai suoi oppositori (i “maculisti”). Nel XII secolo San Bernardo di Chiaravalle, sebbene rinomato per la sua devozione mariana, si oppose a questa pratica. Idem per il domenicano san Tommaso d’Aquino, un secolo dopo. L’opposizione è venuta anche da ordini religiosi, francescani e carmelitani, immacolisti, di fronte ai domenicani, maculisti.

Da parte del popolo, la devozione mariana conobbe una notevole rinascita nel XIX secolo. Con in particolare, nel 1830, le apparizioni della Vergine a Catherine Labouré, in rue du Bac a Parigi. La medaglia miracolosa, coniata con l’invocazione “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te”, ha reso popolare la fede nell’Immacolata Concezione di Maria.

Sempre in Francia, le apparizioni di Maria a Lourdes nel 1858 vennero a rafforzare il dogma. La Vergine aveva rivelato il suo nome a Bernadette nel patois dei Pirenei: “Io sono l’Immacolata Concezione” (Qui era soy l’Immaculata Conceptiou).

Riaffermare l’autorità papale

Una vera rivoluzione mariana ebbe dunque luogo tra il 1852 e il 1870, nel cuore del Secondo Impero, in un contesto in cui il cattolicesimo si sentiva minacciato. Il potere temporale del papa si riduce in un’Italia in cammino verso l’unità. La fede cristiana è sempre più messa in discussione da varie dottrine, in un momento in cui lo sviluppo scientifico e industriale sta provocando una straordinaria emulazione. Sembra dunque tanto più opportuno affermare l’autorità dottrinale del papa. Proclamando l’Immacolata Concezione di Maria, il Papa ha utilizzato per la prima volta l’infallibilità papale, ancor prima che fosse a sua volta definita dal dogma nel 1870, al Concilio Vaticano I.

Un dogma complesso

Il dogma dell’Immacolata indica che Maria nacque senza macchia (dal latino macula), cioè senza peccato. La pienezza della grazia è concessa alla madre del Salvatore fin dal primo momento del suo concepimento. Maria dunque non è mai stata sotto l’influenza della colpa originaria.

“Il dogma è complesso. Interessava più i teologi che i comuni fedeli, spiega padre Thomas Rosica, teologo canadese, direttore del canale televisivo Salt and Light. Ancora oggi molti si sbagliano nel credere che l’Immacolata si riferisca al concepimento di Cristo. Questo dogma si riferisce piuttosto alla convinzione che Maria, per grazia speciale e dal momento del suo concepimento, non sia stata contaminata dal peccato originale. (cath.ch/bl/rz/arch)

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