Concezione

Progettazione e realizzazione di una macchina per ottimizzare l’allevamento degli insetti

Come automatizzare e ottimizzare l’alimentazione degli insetti?

Diversi laboratori INRAE ​​allevano insetti parassitoidi (che si sviluppano nel corpo del loro ospite fino a quando non lo uccidono), al fine di studiarne la capacità di eliminare i parassiti delle colture. Tra questi vengono regolarmente utilizzati il ​​tricogramma. Queste micro-vespe, più piccole di un millimetro, richiedono un metodo di allevamento molto meticoloso, soprattutto per la loro alimentazione. La tecnica consiste nel versare sulla parete dei tubi di vetro dove vengono sollevati un filo di miele, il più sottile possibile in modo che gli individui non vi rimangano incastrati. Un compito lungo da svolgere, che richiede pazienza, rigore e destrezza. Evitare questa mielatura a mano sarebbe di grande utilità per la ricerca. Ciò libererebbe molto tempo per le squadre, e soprattutto eviterebbe la perdita massiccia di individui, che può avere gravi conseguenze sugli esperimenti. È in questo contesto che Laurent Lamy, tecnico di ricerca del Sophia Agrobiotech Institute, ha immaginato una macchina che alimenta automaticamente gli allevamenti in tempi record.

Un’invenzione premiata


È stato scoprendo casualmente le attività del FabLab, un laboratorio di produzione aperto al pubblico vicino al Sophia Agrobiotech Institute dove lavora, che Laurent Lamy ha immaginato questa macchina. Incoraggiato dal manager del FabLab “SoFab” e supportato dalla sua project manager Géraldine Groussier, Laurent Lamy ha quindi intrapreso due intensi mesi di progettazione di un prototipo nell’ambito del concorso TOCS (Connected Objects and Services Trophy), dove è stato premiato due volte per sua invenzione. La macchina è stata costruita dal telaio di una stampante 3D a cui è stata aggiunta una pompa a siringa, progettata su misura dalla stampa 3D. Attaccato al telaio, ha lo scopo di regolare il filo di miele versato in ogni tubo. Per quanto riguarda la programmazione, potrebbe essere effettuata tramite il linguaggio già configurato per lo chassis. Laurent Lamy ha scoperto una grande motivazione per questo progetto e ha acquisito nuove competenze, sia nella programmazione, nella modellazione che nella stampa 3D. Essendo il filo di miele ancora oggi molto irregolare, resta da scoprire come migliorare questo strumento, magari scegliendo un diverso modello di ago, oppure giocando sulla temperatura del miele per assottigliarne la viscosità. La sua ottimizzazione consentirà a lungo termine di diventare uno strumento di cui i laboratori non potranno più fare a meno e potenzialmente un adattamento ad altri allevamenti di insetti.

Proficua collaborazione tra team di ricerca e FabLab

Sempre più team di ricerca si rivolgono ai FabLab per gli aspetti tecnici data la specificità delle manipolazioni implementate nei loro progetti. È infatti molto difficile trovare strumenti adatti già esistenti sul mercato. Il FabLab, da parte sua, ha molte attrezzature di produzione e rimane finanziariamente molto accessibile. Secondo Géraldine Groussier, “questo approccio ci costringe ad avere ingegno, ad adattarci ai nostri mezzi ea ciò che sappiamo, ed è questo che ci stimola”. Oltre al successo tecnico, c’è anche una forte dimensione sociale, attraverso l’incontro con altri creatori locali e il rafforzamento dello spirito di squadra attorno a questo progetto. Una collaborazione promettente per l’avanzamento di progetti di ricerca che dovrebbero crescere. Laurent Lamy spera di riuscire a finalizzare il suo prototipo entro un anno e di produrre molte altre macchine per le quali le idee già abbondano nella sua testa.

Un FabLab, che cos’è?
Un FabLab è un’officina manifatturiera aperta al pubblico con molti strumenti e macchine utensili: stampanti 3D, macchine per incisione laser, fresatrici a controllo numerico, utensili per il fai da te, ecc. Sono liberamente disponibili per la progettazione e la produzione di ogni tipo, che va dall’artigianato al digitale. I FabLab sono rinomati per il loro dinamismo e la loro apertura a tutti i tipi di progetti, siano essi su richiesta di aziende, associazioni, designer, artisti, fai-da-te o anche amatori. Tutti i pubblici sono i benvenuti, sia per progetti personali che professionali. Promuovono uno spazio di incontro e collaborazione tra comunità, fasce di età e professioni molto diverse, con un supporto personalizzato durante tutto il progetto.

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