Orologi

GREUBEL FORSEY (accesso libero) Libertà immancabile in un’indipendenza inestimabile

Due parole chiave nella comunicazione del brand verso i suoi dirigenti ei suoi partner: indipendenza e libertà. Indipendenza perché il 100% del capitale è ora interamente detenuto da tre persone: Robert Greubel (il co-fondatore e attuale presidente della manifattura), Stephen Forsey (l’altro co-fondatore dell’azienda) e Antonio Calce (l’attuale amministratore delegato e membro del consiglio di amministrazione). Libertàper la totale ritrovata capacità di manovra e la sconfinata creatività consentita da una nuova maturità. Per i lettori di Orologi da lavorola ritrovata buona salute di casa Greubel Forsey non è una scoperta: l’avevamo anticipata con l’arrivo alla guida di Antonio Calce, nell’estate del 2020 [alors qu’on pouvait se poser de sérieuses questions sur l’avenir de la marque : révélations Business Montres du 18 août 2020] e l’abbiamo anticipato (Orologi da lavoro dal 1 febbraio 2021). Tutto da allora lo ha confermato, con la spettacolare riduzione dell’indebitamento aziendale, il ritorno alla redditività persa di vista dalla fondazione del marchio, una revisione strategica accompagnata da un imponente riorientamento industriale, la revisione intelligente del catalogo prodotti e la definizione di un nuova offerta capace di attrarre nuove generazioni di appassionati creando valore per pezzi che iniziano a diventare iconici e difficili da trovare (su questo “apprendimento iconico” accelerato: Orologi da lavoro del 22 novembre 2021)…

Un nome assente dalla comunicazione del brand su questo ritorno all’indipendenza assoluta : Richmont! Immaginiamo che ci siano clausole di riservatezza molto restrittive attorno a questo deconsolidamento del gruppo Richemont rispetto al suo investimento iniziale in Greubel Forsey: i gruppi quotati hanno le loro ragioni che il motivo non spiega. Va ricordato che alcuni anni fa il gruppo aveva preso il 20% del capitale, come abbiamo potuto scoprire nel rapporto di attività 2007 (qui di seguito) e come risultava ancora nella relazione di attività 2021 (ancora qui di seguito). Nulla è annunciato ufficialmente, ma, poiché il 20% di Richemont è stata l’unica partecipazione esterno nella capitale Greubel Forsey, sembra ovvio che sia proprio il gruppo Richemont a restituire la propria indipendenza a Greubel Forsey…

Per mancanza di comunicazione ufficiale, oggi è ovviamente impossibile saperlo l’importo di tale operazione, che comparirà comunque nei conti del gruppo Richemont quando verrà pubblicata la prossima relazione annuale il prossimo maggio [on ne connaît pas plus pour l’instant la répartition du capital entre les trois actionnaires de Greubel Forsey]. Per quanto riguarda Richemont, il gruppo – che ha svolto solo il ruolo di compagno di dormite all’interno del consiglio di amministrazione – probabilmente non ha fatto un cattivo lavoro vendendo questo asset che non gli sembrava strategico. Nel 2007, il 20% di una piccolissima fabbrica fondata nel 2004 era costato a Richemont solo una piccolissima manciata di milioni. Lo stesso 20% ceduto nel 2022, sulla base di una valutazione dell’azienda effettuata nel 2021, doveva aver raggiunto, se non superato, i dieci milioni (stima Orologi da lavoro), che darebbe a Greubel Forsey un valore complessivo di circa 50 milioni. Il che è già molto buono, ma viene da chiedersi se, con l’attuale follia sulla valutazione dei marchi indipendenti [disons, pour faire simple, le « modèle FP Journe »]Richemont non ha commesso un… errore strategico vendendo troppo presto un asset destinato a guadagnare molto più valore nel breve termine. Per noi, il valore di mercato effettivo di un tale marchio è attualmente piuttosto vicino a 120-150 milioni. Mancanza di talento da parte dei Richemont Boys? Irrealismo manageriale? È possibile…

Data l’attuale fiorente salute di Greubel Forsey e sotto la guida di Antonio Calce [c’est aussi lui qui a monté tout le dossier de déconsolidation et qui a « libéré » l’entreprise de cette tutelle]la manifattura dovrebbe registrare una crescita del fatturato a doppia cifra nei prossimi anni (il disegno sopra era stato pubblicato all’inizio del 2021). Tutti possono facilmente comprendere che il valore del 20% di un marchio che raggiunge circa 25 milioni di fatturato annuo (stima Orologi da lavoro) è solo lontanamente correlato alla valutazione aggiornata di questo stesso 20% in una holding che “deposita” circa quaranta milioni l’anno – come sarà il caso di Greubel Forsey dopo il 2025, con quote di mercato privilegiate nel settore della collezione di alta orologeria e una posizione dominante, addirittura inespugnabile, nel segmento degli orologi al prezzo medio più alto di tutta l’orologeria svizzera. Per Antonio Calce è chiaro che il futuro è appena iniziato: per quanto riguarda quella che ora è la “sua” manifattura, questo futuro resta ancora da scrivere per le generazioni a venire…

Da lì a considerare che, per una stima di dieci milioni, il gruppo Richemont si è privato da una partecipazione che varrà venti milioni in tre anni, o anche trenta di questi stessi milioni in cinque, c’è solo un passo che facciamo con allegria. I contabili di Richemont hanno sempre mostrato preoccupante miopia: verificheremo nei loro prossimi bilanci annuali che non hanno necessariamente avuto la fortuna di vendere Greubel Forsey: hanno sicuramente difficoltà a capire e ad anticipare i movimenti tettonici dell’industria orologiera, ma questo è un altro storia! Invece di scout de Richemont, reinvestiremmo urgentemente in pochi altri promettenti indipendenti, ma per questo avremmo bisogno di altri profili umani negli organi di governo del gruppo: SOS creativo, ricerca visionaria, disperatamente…

Nel frattempo, non dobbiamo perdere di vista ciò che sta accadendo a Greubel Forsey : calce regnantenon pensare che tutti staranno seduti (sopraAntonio Calce a sinistra, con Robert Greubel a destra). L’avventura è alla fine della spirale: il programma dei prossimi anni è a tratti da capogiro, nelle alte complicazioni meccaniche così come nelle nuove belle arti dell’orologio da collezione, un po’ meno inaccessibile del solito. Vi è piaciuto il lancio di FP Journe, all’asta e sul mercato secondario? Amerai quello che accadrà a Greubel Forsey, nelle boutique così come nel cuore dei collezionisti, e sotto il martello di banditori come sotto la cazzuola dei ricostruttori del brand!


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