Concezione

Una poltrona per l’Orchestra – Il sito delle rassegne teatrali parigine » Cerimonia, ideazione, scrittura e messa in scena Raoul Collectif, Théâtre de la Bastille

23 marzo 2022 |
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© Celine Carro

ƒƒƒ articolo di Denis Sanglard

Questa cerimonia è una corsa al successo, una fiera nemmeno eroica, la fine di un banchetto in cui si canta la sventura degli uomini e di un mondo in bancarotta. Ridiamo, piangiamo, urliamo. Combattiamo mentre ci baciamo e le sedie volano a squadriglie. Brindiamo lì, a tutto, a niente e la prugna mirabella viene fischiata dal basso. Si chiamano tutti Francesco, o Francine, si prendono per Don Chisciotte, o Amleto. Riproduci e rivisita anche Antigone, versione tragicomica. Perché data la situazione, è meglio ridere che piangere. Rifacciamo il mondo mentre rifacciamo il gioco. E taciamo, la conversazione esausta, il tempo di un battito d’ala di Pterodattilo. Ci adorniamo con strani cappelli, copricapi da sciamano per evocare spiriti agli abbonati assenti, attributi magici e derisi per catturare un mondo che è diventato incomprensibile. Invochiamo il gufo di Atena, che esce solo di notte, per scroccare un po’ di saggezza, si crede. E facciamo una marmellata d’inferno per raccontare la felicità di stare insieme nonostante tutto. È terribilmente divertente e terribilmente disperato, scricchiola come ghiaia sotto i denti e irrita le gengive. Inventario poetico e caustico, terribilmente lucido, sul nostro mondo brutalizzato dalla violenza di un ultraliberalismo disinibito, questa cerimonia è un rituale di esorcismo, vano senza dubbio di fronte alla nostra impotenza. Ma chi non prova nulla, non ha nulla e il Raoul Collectif non ha paura dei mulini a vento e dei venti contrari. E sotto il disordine e l’apparente disordine, è molto più intelligente di quanto sembri. Quello che fanno lì sul set è cercare di dare un senso a tutto ciò che ci schiaccia e resistere nonostante tutto al pensiero unico e settario. È senza dubbio spavalderia, ma il teatro è proprio questo luogo cerimoniale che è sempre stato il luogo in cui si organizzano la resistenza e la politica. Così ai tavoli di questa cerimonia un po’ funebre che segue le nostre profonde illusioni sepolte vengono convocati Omero, Sofocle, Shakespeare, Brecht… ospiti discreti ma come tanti sassolini nelle scarpe, riferimenti obbligati, combattenti della resistenza della prima ora, passati qui nella domanda. E Cervantes, perché senza immaginazione non c’è punto di resistenza o utopia. Quindi sì, la forma di questa creazione può sorprendere con il suo lato folle, la sua energia traboccante, il suo straripamento, ma è come questa interrogazione poetica venata di gravità sul mondo e sulla sua rappresentazione. Sta andando dappertutto, è fritto, si è riconciliato, ma è una realtà ineludibile ed è il mondo che va, in movimento, come ti spingo, un po’ caotico, assurdo nella sua logica neoliberista e suicida. Soprattutto, il caos qui è solo apparente, poiché il pensiero che lo sostiene, non così confuso come quello nonostante la prugna mirabelle, è un esercizio di rigore implacabile e precisione inarrestabile. E questo collettivo non perde mai lo spettatore, anzi, lo porta a bordo, invitato anche a capotavola, per brindare presto a tutto, al nulla, a tacere tra due battiti d’ala di Pterodattilo.

© Celine Carro

Una cerimoniaideazione, scrittura e direzione Raoul Collectif

Con Leïla Chaarani, Julien Courroye, Romain David, Clément Demari, Jérôme de Falloise, Anne-Marie Loop, David Murgia in alternanza con Yael Steinmann, Benoit Piret, Jean-Baptiste Szezot

Assistente alla regia: Yaël Steinmann

Secondo vicedirettore: Rita Belova

Regista: Lorena Spindler

Direzione tecnica e arrangiamenti musicali: Philippe Orivel

Scenografia: Juul Dekker

Costumi: Natacha Belova

Assistente ai costumi: Camille Burckel de Tell

Sound design: Julien Courroye

Direzione generale: Benoit Pelé

Gestione del suono alternata: Benoit Pelé e Célia Naver

Responsabile luci: Nicolas Marty

Direzione di scena: Clément Demaria

Dal 22 marzo al 2 aprile alle 21:00

Dal 5 al 14 aprile alle 20:00

Nessuna lezione la domenica e lunedì 4 aprile

Teatro della Bastiglia

76 rue de la Roquette

75011 Parigi

Prenotazioni 01 43 57 42 14

www.theatre-bastille.com

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