Moda

Sessioni notturne nei tribunali: è una moda o un abuso?

Di Khalil Rachdi il 22/03/2022 alle 22:54 (aggiornato il 22/03/2022 alle 23:22)

Tribunale di primo grado di Casablanca

Tribunale di primo grado di Casablanca.

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Chiosco360. Spesso i verdetti dei tribunali vengono pronunciati a tarda notte o nelle prime ore del mattino. Semplice moda passeggera o abuso del giusto processo? Questo articolo è una rassegna stampa del quotidiano Assabah.

Alcune udienze in diversi tribunali, in particolare quelli di primo grado, si sono trasformate in arene per competere per battere il record per la seduta più lunga. Di conseguenza, i marocchini si sono abituati a sentire le sentenze pronunciate dai vari tribunali in tarda serata o nelle prime ore del mattino.

È una moda passeggera o un abuso?, si chiede il quotidiano Assaba nel suo numero del 23 marzo Tanto più che questa prassi solleva diversi interrogativi, in particolare sulla capacità dei giudici di rimanere concentrati, quella degli avvocati di stare al passo con il ritmo di serate di lunghi dibattiti giudiziari o anche sulla loro vigilanza nell’intervenire in udienza.

Oltre a queste domande, ci sono anche quelle relative alla capacità delle vittime di resistere durante l’udienza. Più complicata la situazione per gli imputati che vengono portati in tribuna poche ore prima dell’inizio delle udienze. Sessioni lunghe che indubbiamente intaccano la loro resilienza, scrive il quotidiano.

L’ultimo verdetto pronunciato nelle prime ore del mattino è quello del tribunale di primo grado di Settat nella causa “Sesso contro i buoni voti”. Il 22 marzo i media hanno riferito in mattinata della condanna del capo del Dipartimento di diritto generale a un anno e mezzo di reclusione. Il professore di pensiero islamico, è stato condannato a un anno di reclusione.

Il verdetto è stato pronunciato alle 5:30, riferisce Assaba. Tuttavia, l’udienza era iniziata il 21 marzo alle 16:00. In totale, sarà durato 13 ore. Una durata più lunga se si aggiungono le ore intercorse tra l’arrivo degli imputati al tribunale di primo grado e l’inizio della loro udienza.

Secondo il quotidiano Assaba, questa situazione, come le altre, mette in discussione il rispetto di un processo equo, che non si limita al diritto al dibattito, all’argomentazione o anche alla confutazione delle prove. Richiede inoltre la capacità degli imputati e/o delle vittime di mantenere questo numero di ore in piedi o anche in aula.

In conclusione, il quotidiano chiede: “Il giudice si è accertato che la persona che gli stava davanti avesse pranzato o cenato? Gli è stata fornita acqua? Gli è stato permesso di andare in bagno in caso di necessità? Inoltre, è stato l’imputato o la vittima possono essere interrogati?

Di Khalil Rachdi

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