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L’elenco degli imballaggi e dei rifiuti che possono essere raccolti con i rifiuti organici è fisso

Un decreto fissa l’elenco degli imballaggi e dei rifiuti che possono essere raccolti con rifiuti organici differenziati alla fonte. Al centro dell’argomento c’è la raccolta mista di alcune plastiche compostabili.

Questo mercoledì 23 marzo è apparso in Giornale ufficiale l’ordine elenca imballaggi e rifiuti compostabili, metanizzabili o biodegradabili che possono essere raccolti con rifiuti organici differenziati alla fonte. Il testo regola, in particolare, la possibilità di raccogliere alcuni sacchetti di plastica compostabili. Autorizza il ritiro di quelli che soddisfano la norma che disciplina il compostaggio domestico e, a determinate condizioni, di alcuni sacchetti di plastica che soddisfano la norma applicabile al compostaggio industriale. La raccolta congiunta degli imballaggi e dei rifiuti di cui al decreto è reso possibile da questo giudizio, ma non è obbligatorioabbiate cura di ricordare al Ministro della Transizione Ecologica. Spetta alle autorità locali stabilire l’elenco dei rifiuti accettati insieme ai rifiuti organici.

Tale sentenza è resa in applicazione del decreto del dicembre 2020 relativo alla prevenzione e gestione dei rifiuti, il quale prevede che le autorità pubbliche definiscano quelli che possono essere raccolti con i rifiuti organici. Questo elenco costituisce un’eccezione a una disposizione dell’articolo 12 delordinanza del 29 luglio 2020che specifica che i rifiuti organici differenziati alla fonte non devono essere mescolati con altri rifiuti.

Tre standard applicabili

Al centro del giudizio c’è l’accettazione di alcuni sacchetti di plastica compostabili. La materia è regolata da tre norme: la norma NFEN13432 (Iso18606, nella sua versione internazionale), che disciplina gli imballaggi realizzati con materiali compostabili nel compostaggio industriale; lo standard NFT51-800, che definisce esclusivamente le plastiche compostabili per la casa; e la norma NFU44051 che, a valle, fissa i criteri applicabili ai compost. Il rispetto di esso implica il rispetto dei primi due relativi all’imballaggio o alla plastica.

La sentenza autorizza solo l’uso di due tipi di sacchetti di plastica per la raccolta dei rifiuti organici: quelli realizzati esclusivamente in carta o cartone e alcuni in plastica (possibilmente con una parte in carta o cartone). Questi sacchi devono soddisfare lo standard applicabile al compostaggio domestico. Per quanto riguarda gli imballaggi che rispettano lo standard di compostaggio industriale, alcuni restano autorizzati fino al 31 dicembre 2024. Questa seconda disposizione, che non figurava nella bozza di ordinanza sottoposta alla consultazione lo scorso agosto, riguarda solo i sacchetti di plastica per la raccolta dei rifiuti organici ordinati dagli enti locali in contesto degli appalti pubblici conclusi prima della pubblicazione della sentenza.

Dettaglio importante: il testo elenca chiaramente i sacchi di raccolta, ovvero i sacchi destinati a contenere i rifiuti organici in vista della loro raccolta. Questa dicitura esclude altra carta e cartone, in particolare quelli che non sono idonei al riciclaggio perché sporchi di cibo. Questo punto è stato sollevato durante la consultazione, ma gli attori del settore dei rifiuti hanno sottolineato che autorizzare questi rifiuti complicherebbe le istruzioni di smistamento e rischierebbe di deviare carta e cartone dal cestino giallo. Nello stesso spirito, i sacchetti per la raccolta dei rifiuti organici che non soddisfano i criteri del giudizio devono, secondo le normative, essere disimballati prima del riciclaggio dei rifiuti organici.

Dibattiti sulla plastica compostabile

Durante la consultazione, il destino degli imballaggi industrialmente compostabili e delle plastiche compostabili per la casa è stato oggetto di molte osservazioni.

I gestori dei rifiuti, France Nature Environnement (FNE), Compostplus Network e l’Associazione degli agricoltori di compostaggio in Francia hanno sostenuto un approccio restrittivo e hanno persino chiesto il divieto di tutte le plastiche compostabili. Questi attori hanno in particolare avanzato feedback secondo cui il tasso di degradazione dei polimeri compostabili non è abbastanza veloce data la consueta durata del compostaggio. la chiave, il rischio della presenza di frammenti di plastica e la non conformità dei compost. Questa argomentazione è rafforzata dalle incertezze sul futuro decreto Base Comune, che dovrebbe rafforzare i criteri ambientali applicabili ai materiali fertilizzanti e ai substrati di coltura. Un’altra argomentazione spesso avanzata: autorizzare alcune plastiche compostabili rischia di indurre errori di cernita e l’aggiunta di plastiche che non si degradano.

D’altra parte, i difensori delle resine compostabili, e in particolare i produttori di acido polilattico (PLA), hanno sostenuto che la norma applicabile agli imballaggi compostabili industrialmente garantisce un elevato livello di qualità del compost. Hanno spiegato che il divieto della raccolta congiunta delle resine interessate ostacola la ricerca, priva le comunità di determinate soluzioni di raccolta o addirittura impone un decondizionamento imperfetto (frammenti di plastica persistono nei rifiuti organici e parte della biomassa va perduta).

Altre aggiunte, il margine

Oltre ai sacchetti per la raccolta compostabili, il testo autorizza diverse altre tipologie di rifiuti. Conformemente alla bozza sottoposta alla consultazione, è autorizzata la raccolta congiunta di filtri in carta per caffè, bustine di carta per tè e tisane e il loro contenuto. La sentenza consente anche il ritiro di capsule e cialde di caffè composte almeno per il 95% da carta e rispondenti a tutti i requisiti previsti dalla norma che regola il compostaggio domestico. Questa aggiunta risponde alle richieste presentate dai giocatori che hanno affermato che questi rifiuti sono della stessa natura dei filtri del caffè.

Il testo sottoposto a consultazione prevedeva anche l’autorizzazione alla raccolta congiunta di fazzoletti di carta e fazzoletti. Il testo finale aggiunge i tovaglioli di carta. Al testo sottoposto alla consultazione sono stati aggiunti altri cinque rifiuti organici domestici: fiori morti, capelli, unghie, piume e peli di animali domestici. Il testo, invece, non autorizza la raccolta congiunta di lettiera da animali domestici rivendicata da più attori.








Articolo pubblicato il 23 marzo 2022

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