Portafogli

5 azioni per limitare i danni ai portafogli a fronte del conflitto Russia-Ucraina

Dopo un inizio d’anno che sembrava una fotocopia del 2021 (cioè un perpetuo rialzo), gli investitori si sono svegliati con l’incantesimo che i mercati sono sempre in rialzo e abbiamo assistito a un periodo simile (in termini di tasso di declino) a marzo 2020 con il covid (in termini di magnitudo siamo ancora a livelli più contenuti).

Infatti, nelle due tabelle seguenti, vediamo come i principali indici azionari (vedi colonna YTD) abbiano perso in media il 10% da inizio anno.

Fonte: Investing.com
Fonte: Investing.com

Come sempre, durante le fasi di risk-off sui mercati, poche asset class vengono risparmiate da un calo generale (le stesse obbligazioni scendono in media del 4-5%; vengono risparmiate solo le materie prime, Russia-Ucraina che incide su forniture e liquidità, inflazione comunque superiore al 5%, vedi tabella sotto).

Fonte IFAD

Cosa fare nella situazione attuale

È qui che diventa utile per gli investitori ricorrere ai cosiddetti “fondamentali”, che, per quanto insignificanti, sono sempre un’ancora di salvezza, soprattutto in tempi di crisi economica:

  1. Diversificazione per asset class
  2. Diversificazione per importo
  3. Orizzonte temporale adeguato
  4. Piani di capitalizzazione – voci divise
  5. Gestire le emozioni

Quindi mettiamo in pratica i punti precedenti. Come sempre, poiché credo che l’approccio più serio sia quello di metterci la faccia (i soldi in questo caso), prenderò ispirazione da uno dei miei portafogli.

Diversificazione per asset class

Mentre scrivo, il mio portfolio è suddiviso come segue:

  • 45% di patrimonio netto
  • 23% obbligazioni
  • 26% in contanti
  • 6% merce

Si tratta di un portafoglio conservatore parziale, in cui la liquidità è stata accantonata a livelli relativamente elevati, non tanto perché (forse) mi aspettavo il calo nell’ultimo periodo, ma perché le valutazioni erano oggettivamente elevate (quindi ho ritenuto opportuno mantenere la liquidità per voci successive).

All’interno delle diverse asset class, ho poi applicato un’ulteriore diversificazione (in modo che il titolo, ad esempio, sia suddiviso tra globale, Cina, emergente, Europa, per settori, per megatrend, ecc.)

Diversificazione per importi

Anche qui la “gestione del denaro” (per usare un termine tecnico) è molto importante, soprattutto nelle delicate fasi del mercato. Questo permette di programmare, tra le diverse cose, di pesare sempre gli importi da attribuire alla singola asset class (e al singolo strumento) in modo da avere una buona diversificazione. Stabilisco quindi prima quali sono le asset class “strategiche” (quindi lo scheletro, da mantenere nel lungo periodo e aumentare senza vendere) e quelle “tattiche” (più a breve termine, con pesi più contenuti e da trasformarsi in più trading logica).

A tal proposito, restando sempre sul mio portafoglio, a livello di asset strategici, considerando che lo strumento che pesa più cubi è il 9,15% del totale, altri strategici intorno al 5%, mentre per il tattico non vado oltre il 3 % per ogni strumento unico.

Un orizzonte temporale appropriato

Ho iniziato a costruire questo portafoglio nel 2020 (sfruttando in parte l’inversione di tendenza Covid) e con liquidità ancora presente devo dire che in effetti è ancora un “work in progress”. Detto questo, come ripeto sempre nella mia analisi del lunedì mattina, il mio orizzonte temporale va da un minimo di 10 anni a un massimo, quindi ho dovuto tenere conto di momenti come questo dall’inizio.

Il vantaggio in questo senso è che il tempo è fondamentale per ottenere risultati. Quindi mi sento a mio agio anche quando i mercati scendono molto. Se la domanda che ti viene in mente è “ma se hai un’inversione di tendenza verso la fine del periodo, cosa fai?”, allora la risposta è che, ipotizzando un orizzonte di 10 anni, circa 7 -8 anni, tu comincerà a ridurre l’esposizione al rischio e si concentrerà maggiormente sul consolidamento.

Comunque sia, come ho più volte ripetuto, pensare oggi di investire sui mercati senza avere almeno 5-6 anni davanti a sé ha poco senso (almeno per me).

L’immagine qui sotto vale più di mille parole…

Teschi di origine

Piani di capitalizzazione – voci divise

Ho avviato un piano di accumulazione sui titoli statunitensi più o meno nello stesso periodo, e ancora una volta devo dire che le flessioni come quelle che stiamo vivendo in questo momento, soprattutto se si verificano all’inizio di un piano di accumulazione, sono davvero un vantaggio, poiché ti permettono di accumulare più azioni a prezzi inferiori (puoi rivedere la mia analisi del piano di accumulazione qui).

Inoltre, entrarvi gradualmente ci permette di ridurre sensibilmente l’emotività (e quindi gli errori comportamentali) che potremmo commettere perché sopraffatti dalle emozioni.

Gestire le emozioni

Ultimo punto, ma forse uno dei più importanti (non a caso facciamo una rubrica settimanale dedicata a questo argomento), è semplicemente l’emotività.

Capita spesso infatti in fasi di alta volatilità di rischiare di uscire dalla propria strategia per paura di perdere soldi (ricordo che vari studi dimostrano che il dolore della perdita è anticipato di 2,5 volte ai guadagni) e quindi una volta fuori i mercati, come spesso accade, ci capita di perdere letteralmente il rimbalzo (in alcuni casi molto più forte, vedi post marzo 2020) che ne consegue.

In conclusione, non esistono (ed è bene ricordarlo più volte) formule magiche, ma seguendo questi semplici concetti, nel 90% dei casi eviterai di perdere soldi sui mercati.

Fino alla prossima volta !

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“Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo; non costituisce una sollecitazione, un’offerta, un consiglio o una raccomandazione di investimento e, come tale, non intende incoraggiare in alcun modo l’acquisto di beni. Vorrei ricordarvi che qualsiasi tipo di attività, valutata da più punti di vista, è molto rischiosa e pertanto qualsiasi decisione di investimento e il rischio ad essa connesso restano a carico dell’investitore.

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