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Skinner di Mons: “La cellula investigativa è ancora attiva”

Il 22 marzo 1997 l’attenzione di un poliziotto di Mons, Olivier Motte, di pattuglia a cavallo nel sud di Mons, fu attirato da un gatto che giocava tra le sterpaglie. Incuriosito, il poliziotto si avvicina e scopre un sacco della spazzatura da cui esce una mano insanguinata. Avverte le sue autorità, il quartiere è transennato. La borsa contiene altri resti umani. Saranno scoperte altre sette borse contenenti resti, braccia, busti, gambe. Il giorno successivo viene trovata una nona borsa, che contiene il busto di una donna. Una decima borsa verrà scoperta il 24 marzo, portando a 37 il numero di parti del corpo di 5 vittime donne. L’assassino, da allora noto come “Lo skinner di Mons”, non è mai stato trovato.

Le borse sono state depositate in luoghi dai nomi evocativi, nell’avenue des “Bassins” e nella rue du “Dépot”, sulle strade de “l’Inquiétude” e “Bethléem”, nel fiume “Haine”. L’indagine dimostrerà che tutte le vittime frequentavano il quartiere della stazione di Mons. Erano tutti in difficoltà economiche o familiari. Carmelina Russo (42) è scomparsa il 4 gennaio 1996, Martine Bohn (43) il 21 luglio 1996, Jacqueline Leclercq (33) il 22 dicembre 1996, Nathalie Godart (22) marzo 1997, Begonia Valencia (38) luglio 3, 1997.

Le vittime.
Le vittime. -DR

La cellula ancora attiva

Una cellula investigativa speciale, la “Cellule Corpus”, è stata istituita sotto la direzione del gip della Procura della Repubblica di Mons, Pierre Pilette. Questa unità, che da tempo soffre di carenza di personale, è stata ridotta a quattro investigatori nel 2007. “E’ ancora attiva”, dice uno della Procura generale di mons. “L’obiettivo è provare, con nuove tecniche di indagine scientifica, in particolare grazie al DNA, a far parlare indizi, a sfruttare microtracce, nuove informazioni”.

Diverse persone sono state sospettate di essere lo “Skinker of Mons”. Tra questi, il fidanzato di una delle vittime, che è stata scagionata dall’analisi del Dna. Oppure un montenegrino, arrestato a New York, sospettato di simili crimini nel suo Paese e che sarebbe rimasto in Belgio, ma non a mons. Il sentiero era stato abbandonato.

Era stato sospettato un soldato SHAPE a Casteau, nonché un medico di Mons, il cui figlio aveva inviato al gip due lettere accusandolo di essere il macellaio. Brani che non hanno avuto successo neanche per mancanza di prove.

Anche le denunce si sono accumulate a centinaia. Senza fornire più risultati. “Lo skinner di Mons” è una sola persona? L’identità degli autori rimane sconosciuta fino ad oggi. L’indagine continua. Mancano cinque anni per identificare l’assassino…

Un libro sull’argomento

Un nuovo libro sul caso, “Sono meno cinque? “, è stato pubblicato nel marzo 2022. I suoi autori, Morgan Vanlerberghe e Dani Corlana, vogliono che il caso non venga dimenticato. “Lo scopo del libro è duplice”, spiegano gli autori. “Non è da dimenticare il caso del macellaio per rispetto delle vittime e dei loro parenti, è anche per chiarire le piste, se possibile. Il libro raccoglie molte testimonianze di persone che possono ancora parlare del caso, anche 25 anni dopo i fatti.


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