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HORLOFOLLIES (accesso gratuito) Sai una cosa? Orologi e Meraviglie ha inserito nella lista nera Orologi e gioielli da lavoro!

Sta a tutti chiedersi quali articoli ci abbiano guadagnato questo ostracismo malizioso del gruppo Richemont e della Fondation de la haute horlogerie (FHH). Tutti devono chiedersi perché Orologi e gioielli da lavoro non è, agli occhi dell’FHH, un media orologiero a sé stante: senza dubbio i funzionari anchilosati di questa burocrazia orologiera non si sono accorti che, dall’inizio di quest’anno, Orologi e gioielli da lavoro ha presentato ai suoi lettori circa 300 nuovi orologi [soit une moyenne de trois nouveautés horlogères par jour : qui dit mieux ?] e pubblicato poco più di 150 recensioni a tutto tondo – probabilmente non è abbastanza per essere rappresentativo di una manciata di blogger debitamente accreditati. Questa prima edizione fisica di Watches & Wonders doveva essere la nostra venticinquesima mostra a Ginevra [en comptant les précédents SIHH] : ci chiediamo come l’FHH possa essersi sbagliato su di noi per così tanto tempo – ma cosa sta facendo la polizia di guardia?

Poiché ci sono tre volte più marchi al di fuori di Watches & Wonders che sotto le sale del Palexpo, questa avventura subalterna e meschina ci rallenti senza però fermarci, né farci rinunciare al nostro quotidiano lavoro di analisi e di informazioni autonome sull’orologeria e sulla vita quotidiana dell’orologeria. Ciò vanificherà la nostra pianificazione, ma rafforzerà il nostro desiderio di andare avanti nell’espressione della realtà orologiera, anche quando contravviene ai messaggi rassicuranti e demotivanti dei marchi. Questo dovrebbe impedirci di andare ai molteplici appuntamenti già presi in uno spettacolo a cui non abbiamo più accesso, il che non è fondamentalmente scomodo. Questo delizierà un certo numero di giornalisti pappagalli e media allineati, di cui non saremo, questa volta, il sasso nella scarpa insieme al feticcio dei rituali di esecrazione quotidiana. Mi è stato detto, tuttavia, che altri media sono stati “dimenticati” dall’FHH, e non meno importante [il y a visiblement une polarisation autour de quelques titres autorisés pour chaque marché]ma non costituiremo un “fronte di rifiuto” per tutto ciò, che ci sembra un po’ vanitoso…

Ovviamente avremo un po’ più di tempo per i nostri amici. marchi che espongono altrove che a Palexpo [on en compte plus d’une centaine] – è un “effetto perverso” di questo divieto e lo accogliamo con favore. Ci auguriamo però che questa edizione 2022 sia proprio l’ultima del format imposto dal gruppo Richemont e dall’FHH, che dovrebbero perdere quest’anno il loro monopolio abusivo sull’organizzazione di una fiera dell’orologeria al Palexpo: nel 2023 le carte dovrebbero essere rimescolate e libero accesso per i brand non allineati così come per i media dissidenti – eccoci nel ruolo dei samizdat e dei wastenik dell’ex Unione Sovietica: tutti avranno capito dov’è la Pravda ufficiale…

Non ci resta che ringraziare il nostro amico Jérôme Lambert per questa decisione coraggiosa
[comme quoi il en est capable]ma soprattutto dobbiamo congratularci con il Presidente del Consiglio Culturale della Fondation de la haute horlogerie (FHH), il venerabile Franco Cologni, per il discernimento orologiero dimostrato dai suoi team. Sappiamo che è legato alla Fondazione Homo Faber, che ha lo scopo di promuovere le professioni dell’eccellenza artigiana europea. Forse ha frainteso un nostro pensiero durante un incontro precedente, quando gli abbiamo suggerito di considerare la professione di “giornalista orologiero indipendente” come una professione artistica che sta scomparendo con il proliferare di blogger, influencer e altri Instagrammer, vista la confusione generale tra ciò che un surrogato media indipendente è e ciò che dice una voce autenticamente libera. Nel frattempo forse anche Franco Cologni era… nella lista nera!


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