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21 marzo 2022 |
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© David Ruano

ƒƒƒ articolo di Denis Sanglard

Quando un omaggio al teatro, al cinema, alla letteratura ti regala tanta emozione, tanta gioia, ci diciamo che sì, ha vinto. Uscendo dal teatro con le immagini nella testa, le stelle negli sbirri, ti dici che c’è ancora uno spazio di resistenza per l’immaginazione, la finzione che dalla realtà trasfigurata, senza nascondere nulla della sua violenza, te ne frega senso di gioia di vivere, una piena consapevolezza del mondo come va, giocoleria forse, ma qualunque cosa, rimane “questa infinita passione per la vita” come diceva il maestro Federico Fellini. Sì, esci da quel teatro e sentiti vivo. Ma più. L’azienda catalana La Perla 29, affidandosi 8 e mezzoIl film di Fellini, rivisita questo pezzo del suo repertorio ed è un piacere scoprirlo. Questo mosaico di scene, dove poesie, danze, giochi e proiezioni si mescolano abilmente e gioiosamente, è un tessuto a trama fitta e senza cuciture apparenti. Un montaggio sorprendentemente intelligente, un pezzo di corda marabutta giocoso e serio allo stesso tempo, un incastro estraibile, un gioco di specchi a doppio senso in cui si riflettono illusione e finzione, bugia e verità. E il piacere assoluto del gioco E queste domande dalle risposte irrisolte: di che cosa è la creazione il segno, il sintomo, qual è il suo significato profondo? E dei suoi creatori, dei suoi artigiani dell’immagine, registi, registi, attori, cosa li anima nel profondo? Quali sono i loro morsi, le loro domande, i loro dubbi? E felicità ?

Su questo vasto altopiano dal cielo dipinto come orizzonte lontano, uno di quelli che amava Fellini, viene subito in mente il primo piano di Intervista, un cielo trompe-l’oeil più reale del cielo di Roma, è una festa, una festa . Ed è Dante che apre il pallone. Virgilio non sarà la nostra guida ma è proprio l’inferno e il paradiso che attraverseremo, quello delle passioni ingigantite dalla letteratura, dal teatro e dal cinema. Pirandello, Ettore Scola, Eduardo di Filippo, Shakespeare, Rossellini, Bergman, Visconti, Cechov, Wajdi Mouawad e altri… Sono tutti lì, fantasmi di film e di carta che perseguitano il nostro inconscio collettivo attraverso le loro immagini, i loro testi. Scene di culto proiettate sullo schermo, a volte alcune immagini fugaci, e noi stessi rifacciamo l’intero film. E ti capovolge, perché le emozioni vengono a galla, tornano da te senza preavviso. Bastano alcune note inebrianti di Nino Rota per intraprendere un viaggio di memoria e sensorialità. La morte del Magnani a Roma Città Aperta e tutta la violenza del mondo si autoinvita. Poche sagome, appena evocate dagli attori e nasce una dolce sensazione di familiarità. La Saragina di 8 e mezzoil tabaccaio acconsenteAmarcord, di Zampano La strada Mastroianni ovviamente, il doppio di Fellini per sempre. Anche Victoria Gassman verrà per un piccolo tour. Lì è Sophia Loren, più avanti Claudia Cardinale… Impossibile nominarli tutti, quelli che un giorno sono entrati nella nostra vita e fanno parte della parte più intima della nostra storia. L’impressione fugace di riscoprire conoscenti che un po’ avevamo dimenticato e che all’improvviso si ricordano di te, il ricordo intatto e felice. C’è dunque il cinema ma anche il teatro in una vertiginosa mise en abyme. Pirandello, Shakespeare, Cechov… Ogni volta con la stessa domanda, di cosa è fatto il teatro? Cosa provoca in noi e soprattutto negli attori, piccoli, oscuri o senza rango? Dubbi, crisi, sì. Ma il forte sentimento di qualcosa di infinitamente prezioso che avrebbe a che fare con la vita, il teatro del mondo come diceva la grande Volontà. Ebbene eccoci qua, là su questo altipiano trasformato in un meraviglioso libro illustrato dove suoniamo, balliamo e cantiamo, dove non ci stupiamo quasi di vedere passare un cavallo. Con, da parte dei suoi attori, così generosi e così talentuosi, un appetito visibilmente feroce e un’incredibile felicità nel condividere questa, quest’arte dell’illusione, questa vera menzogna che è più della realtà ma contiene tutta la verità del mondo.

© David Ruano

28 in me ideazione, regia e scenografia Oriol Broggi

Adattamento di Jéroni Rubio e Oriol Broggi

Con Laura Aubert Blanch, Guillem Balart, Xavier Boada, Marcia Cistero, Enrico Ianniello, Blai Juanet Sanagustin, Clara Segura Crespo, Montse Vellvehi

E Joan Garriga, Maria Roch, Marc Serra e un cavallo

Luci di Pep Barcons

Costumi Berta Riera

Suona Damien Bazin

Video Francesc Isern

Musica originale Joan Garriga

Trucco e acconciature Angels Salinas

Assist di Rita Molina e Vallicrosa

Realizzazione costumi di Elisabeth Meoz

Tecnico microfonico Roger Blasco

Pablo Puche prova di canto

Equi-Event di dressage del cavallo / Josep Maria Segu

Traduzione francese e messa in scena di Alba Pagan

Modifica dei sottotitoli di Ester Nadal

Dal 16 marzo al 10 aprile 2022

Dal mercoledì al sabato alle 20:30, martedì alle 19:30, domenica alle 15:30

Teatro della collina

Rue Malte-Brun

74020 Parigi

Prenotazioni 01 44 62 52 52

www.colline.fr

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